Il periodo autunnale, la Sardegna offre nelle sue terre barbaricine un evento davvero suggestivo. Un percorso in Barbagia calendarizzato, che abbraccia tutta la stagione della caduta delle foglie, denominato appunto “Autunno in Barbagia”. In questa occasione vengono promossi localmente delle visite guidate e non, per offrire e portare a conoscenza tutto ciò che caratterizza e appartiene a quel territorio. Da Bitti a Orune da Mamioada a Fonni, si possono visitare le case dei residenti, aperti per l’occasione, dove vengono fatti conoscere ai visitatori, i prodotti enogastronomici locali e tutto ciò che appartiene al panorama folkloristico e artigianale della realtà del luogo. Un esperienza davvero singolare e suggestiva che si realizza in un periodo dell’anno in cui gioca sicuramente a favore anche il concetto di trasporto aereo e marittimo, dove i biglietti del trasporto risultano più economici rispetto alla stagione estiva. Pensare ad un week-end in autunno, con una colonna sonora magari dei “Tazenda”, può davvero risultare un occasione splendida per conoscere la zona dell’isola forse meno visitata, ma di certo quella più verace. La Barbagia, gode del fatto di aver mantenuta quasi intatta la sua origine, la sua essenza, poco condizionata da invasioni e domini di varia natura. Essendo geograficamente più impervia, ha mantenuto, a differenza delle coste sarde, la sua identità a tutto tondo. Attraverso le esposizioni di vivande che profumano di Sardegna, si possono conoscere le bellezze degli abiti tradizionali, dei locali, con vari colori e vari tessuto in base alla stagione. In inverno il fustagno è utilizzato per la maggiore. Passando, secondo un percorso da calendario, da un paese all’altro gli abiti dei locali assumono fatture differenti e colori  diversi. Orgosolo oltre ad essere caratterizzato per prodotti enogastronomici particolari, è noto per i suoi “murales”, dipinti davvero suggestivi, realizzati sui muti delle abitazioni. Dalla cordula ai papassini, dal mirto al moscato, dalla seadas alle formaggelle, l’entroterra autunnale sardo regala ai sui visitatori un percorso nella vera realtà isolana, nelle sue caratteristiche, nel suo fascino suggestivo di donne che lavorano ancora il pane per realizzare la “spianata” o il “carasau”. Oppure che producono manufatti artigianali, come i tappeti sardi o i cestini realizzati con raffia e fieno. Si possono incontrare donne non più molto giovani, che ancora impastano la pasta fresca per realizzare i famosi ravioli dolci. La Sardegna ha sicuramente un mare invidiabile, ma entrare in un percorso barbaricino, lascia un orma indelebile nel ricordo del visitatore, un orma sarda.

Barbara Sersale

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