E’ sempre più grande il divario tra pensieri  inerenti gli effetti dei vaccini. Dalle varie trasmissioni e interviste a vari quotidiani, i luminari riempiono poltrone in posizioni opposte. Se guardiamo agli anni in cui i vaccini non erano obbligatori, il panorama che si prospetta non è di certo a favore delle posizioni anti.vaccino. I primi vaccini della storia vedono la loro genesi grazie a Edward Jenner, medico e ricercatore inglese. Era il 1792 quando innestò nel braccio di un bambino di 8 anni una piccola quantità di materiale purulento prelevato dalle ferite di una donna malata di Vaiuolo Vaccino, la forma di vaiolo che colpiva le vacche. Il termine vaccino deriva proprio dal termine  bovina. Questa iniziazione dette il via alla tecnica delle vaccinazione. La diffidenza della comunità scientifica si ravvede già da allora quando Jenner  inviò un articolo alla Royal Society, l’accademia nazionale inglese delle scienze, a Londra,  che si  rifiutò di pubblicarlo . Jenner lo diffuse successivamente a sue spese. Il metodo di Jenner ebbe tuttavia presto un’ampia diffusione ed in breve tempo una quantità enorme di  persone furono “vaccinate” in tutta Europa. Anche Napoleone nel 1805 impose la “vaccinazione” a tutte le sue truppe, e l’anno successivo la vaccinazione fu estesa alla popolazione francese. Altro nome emblematico nel contesto delle vaccinoterapia è Louis Pasteur che ottenne risultati molto importanti soprattutto nello studio della rabbia. In Italia la prima vaccinazione ad essere introdotta fu, quella antivaiolosa, resa obbligatoria dalla legge CrispiPagliani , nel 1888.). Una delle figure più importanti nella storia modera dei Vaccini è stata sicuramente quella di Albert Sabin, medico ricercatore americano, di origine polacca, famoso per le sue scoperte sul virus della poliomielite, avvenuta negli i anni 1947-50 negli Stati Uniti. Sabin si rifiutò di ottenere benefici economici dalle sue scoperte dicendo che esse patrimonio dei bambini di tutto il mondo.  I frontisti anti/vaccini sottolineano gli effetti collaterali  dei questi, attribuendo all’inoculazione dei virus inattivi anche casi di autismo. Bisogna in ogni caso sottolineare che non esiste un  evidenza scientifica . Il thimerosal, conservante a base di mercurio, sembra sia il risposabile dell’autismo, anche se non ci sono dimostrazioni scientifiche che ne diano prova, anche perché questo composto non è più presente in alcun vaccino ad esclusione di quello anti-influenzale.  I vaccini sono ovviamente una scelta genitoriale, ma riflettere sulle conseguenze che si riflettono anche sugli altri, buttando un occhio al passato, può essere motivo di spunto.

Barbara Sersale

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