La nuova società, legata all’evoluzione tecnologica e ai nuovi strumenti di comunicazione, ha modificato profondamente il concetto e lo scandire del tempo. Facendo un percorso a ritroso, i canali di comunicazioni, come ad esempio la corrispondenza, avevano dei  tempi di consegna che andavano dai tre ai sei giorni. Le telefonate erano legate al rientro a casa delle famiglie, si era reperibili a certe ore, il tempo era sicuramente scandito con tappe differenti. Oggi la tecnologia, che in un secondo raggiunge il destinatario, una telefonata che non attende orari di rientro, ha modificato profondamente il concetto del tempo che scorre. L’evoluzione dell’ istante, si ravvede in tutto ciò che riguarda lo stile di vita umano. Il lavoro, ha dei tempi sicuramente differenti rispetto a dieci anni fa, più frenetico, più stringato, quasi ad assomigliare ai tempi artificiali dettati dalla tecnologia. L’uomo come vive tutto ciò? In che modo questo ha influenzato il suo benessere? Avere a modello un concetto di tempo copiato da un computer, non svuota forse la vera essenza dell’essere umano?

Costretto a tenere i ritmi di una macchina inventata da lui stesso. Dove i tempi personali e per la propria sfera affettiva e di interessi, trova il suo limite ad esempio, nella continua reperibilità del cellulare. La tecnologia, ha migliorato indubbiamente molti campi lavorativi, ma non deve avere il potere di soppiantare la gestione umana del tempo. La capacità di non farsi stringere in lassi che negano l’essenza umana, è una continua sfida. Saper individuare fino a dove decide il concetto di tempo e dove dire basta, è un salvagente che può salvare dallo stress. L’umanità rincorre il quotidiano spinta da dettami di tempo che si sono fortemente allontanati dallo scandire dell’uomo, sono minuti che hanno il sapore di attimi veloci.

La qualità, nella fretta del tempo che passa, ha perso la sua essenza, legata ad un evolversi troppo veloce della clessidra. Un panorama su Nietzsche ci ricorda il doppio concetto del tempo che ripercorre lo stesso filosofo: il tempo circolare dove il passare dei minuti viene rappresentato come una ruota e dove tutti gli avvenimenti si ripetono in una circolarità incessante, e il concetto di tempo lineare, tipico della religione ebraica, dove lo scandire è rappresentato da una freccia tesa al futuro. In numerosi pensieri filosofici il concetto di tempo ha avuto un suoi scranno. Il concetto delle lancette che percorrono l’orologio, descrivono la società in cui si collocano, raccontano anche delle disfunzioni comportamentali degli uomini che la vivono. Il tempo di oggi si allontana dalla natura umana? In che modo il suo essere troppo rapido ha svuotato la qualità dei prodotti umani? Spunto di riflessione per riequilibrare, anche quotidianamente lo squilibrio sociale. il concetto focale è che il tempo deve essere dettato dall’uomo, deve plasmarsi in funzione del suo benessere evolutivo. Siamo perennemente in ritardo, ma in ritardo da cosa e perché?

Barbara Sersale

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