6 dicembre 1926 al Sindaco di Varese giunge un telegramma: “Oggi su mia proposta, il Consiglio dei Ministri ha elevato codesto Comune alla dignità di capoluogo di provincia. Sono sicuro che col lavoro e colla disciplina e colla fede fascista codesta popolazione si mostrerà sempre meritevole della odierna decisione del Governo Fascista. (firmato Benito Mussolini) Nasceva così la Provincia di Varese. Il decreto definitivo che avrebbe fissato i limiti geografici porta la data del 2 febbraio 1927 anno V. dell’era fascista, ma si tratta solo del suggello burocratico e ufficiale al provvedimento.

Benito Mussolini accoglieva così un desiderio manifestato più volte  da eminenti personalità varesine, interpreti della eredità morale  di passate generazioni che, in contesti storici differenti, avevano già formulato voti perchè alla “città  giardino” fosse riconosciuto il ruolo amministrativo che per molteplici ragioni le competeva. Tra i più tenaci sostenitori della provincia di Varese troviamo Giovanni Bagaini, fondatore e direttore del quotidiano locale “Cronaca Prealpina” membro della Commissione Reale Straordinaria Amministratrice della Provincia di Como, e l’avvocato Giulio Moroni, due forti personalità il cui peso nelle vicende che avrebbero influito sulle decisioni del Governo si era fatto più volte sentire.

Bagaini e il giornale in particolare avevano chiarito l’esigenza di autonomia e nell’edizione del 7  dicembre 2017  così titolava:”La nuova Provincia di Varese istituita su proposta di S.E Mussolini” e nel corsivo si leggevano apprezzamenti per l’opera del duce con l’incondizionato parere favorevole dei giornalisti al nuovo soggetto amministrativo provinciale e si percorrevano gli impegni e le tappe fondamentali che avevano portato al raggiungimento di tale importante provvedimento.

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