VARESE fu nella storia quasi sempre fedelissima di Milano.Ne 1233 le offrì una quantità di legname pregiato per costruire il palazzo della Ragione, graditissima Milano levò le tasse, anzi stabilì per Varese un regalo annuo di 4000 lire terzuole. Soprattutto ai Visconti varese fu fedele tanto da ospitarli durante una delle loro cacciate da Milano e non sempre la cosa piacque ai milanesi. In una delle tante avventure, il podestà di Milano un tal Fissiraga mosse guerra e minacciò di distruzione la piccola città. Varese fu riscattata dai suoi abitanti per un prezzo di sedicimila lire. Nel 1530 Varese assistette con sgomento alla calata degli Svizzeri guidati dal famigerato Cardinale Scheider di Sion, un uomo di chiesa così pio da essere chiamato il secondo “Flagello di Dio” dopo Attila. Il bello è che questi Svizzeri erano stati chiamati dal Papa Giulio II, quello della Cappella Sistina,nel quadro della crociata che aveva come motto “Fuori i Barbari dall’Italia”.Cominciò bene, gli Svizzeri saccheggiarono qui e là,ma ancor più nel contado del Seprio Cabonate, Mozzate….tutto quanto era possibile saccheggiare, violentarono un’infinità di donne sventrandone anche alcune, portarono il mal francese a quei pochi che non l’avevano già preso durante la calata di Carlo VIII, una tremenda carestia e, per finire un pò di pestilenza come riportano alcuni vecchi testi, “un pò soltanto: giusto quel che bastava”.

PIAZZA S.VITTORE: La Madonna di S.Vittore. Nel 1596 nella Basilica di San Vittore i muratori  che eseguivano i lavori di restauro ebbero l’ordine di distruggere un affresco raffigurante una Madonna. Gli operai invece lo staccarono dal muro e lo applicarono a una colonna,che successivamente ricoprirono d’intonaco. Tempo dopo, durante una solenne processione l’immagine della Vergine riapparve miracolosamente sulla colonna,guarendo un bimbo ammalato. Da quel momento i miracoli si susseguirono e crebbe la devozione dei fedeli per la “Madonna dei Miracoli” o delle “Grazie”. La preziosa immagine ora la si può vedere sulla parete della cappella dedicata a S. Bernardo.

Tre stelle sulla Madonna. Veneratissima è l’immagine della” Vergine sorretta da due delle pie donne”,conservata nella seconda cappella a destra della Basilica di S.Vittore, è sormontata da tre stelle d’oro, che ricordano un miracolo del 1678,quando portata la statua in processione,apparvero in cielo sopra di Lei, tre stelle auree di meravigliosa lucentezza. La mira del generale. Respinto dai garibaldini, il generale austriaco Urban sfogò la sua ira sparando dai colli circostanti sugli inermi cittadini. Ma gli artiglieri avevano una pessima mira:non fecero ne vittime ne danni, salvo qualche ammaccatura provocata al celebre campanile del Duomo che ancor oggi si può notare sugli spigoli. Il campanile ,detto a Varese “la Bernascona” è popolarissimo,anche per le teste di mostri spaventa bambini inserite sotto un cornicione. Un’altra “palla stanca” del generale Urban colpì il cornicione di villa Litta e li rimane tuttora. Nella Basilica di S.Vittore poi, si conserva una rarissima lettera di S.Galdino datata 1167,con la quale egli scacciò in malo modo l’arciprete che aveva troppo fraternizzato con i tedeschi “per quell’odio che mai avvicina il popolo lombardo all’alemanno” e che,sia pure per ottimi motivi, albergava anche nell’animo di un Santo Vescovo. S.MICHELE, vicolo.  Circa ottant’anni fa, frugando nei sotterranei di S. Michel, si trovò un pesante sarcofago di pietra,che, aperto con molta fatica, risultò contenere le sacre ossa di San Zaverio, evangelizzatore del Varesotto. San Zaverio, fu aggredito da una turba di eretici semi selvaggi nelle gole della Valganna e ferocemente ucciso.

PIAZZA del PODESTA’. P.zza del Podestà è detta anche a Varese del Garibaldino,per il monumento al Cacciatore delle Alpi che vi fu eretto in memoria della vittoria riportata dai garibaldini -26 maggio 1859- sugli austriaci del generale Urban, molto superiori per numero e provvisti di ben 13 cannoni. Il Cacciatore delle Alpi è raffigurato in movimento,quasi andasse all’assalto della vicina chiesa di S.Vittore attraverso l’Arco Mera – prende il nome dal canonico che lo fece costruire, riservandosi il passaggio per il suo feretro e per quello dei suoi discendenti- così lo vollero i repubblicani massoni varesini del secolo scorso. Quanto alla battaglia, va ricordata anche per un lodevole primato: fu la meno sanguinosa che si ricordi, merito dell’irruenza  dei garibaldini che convinsero il titubante generale Urban  che da ventiquattro ore sparacchiava malamente verso la città con i suoi cannoni a battere in ritirata. Le perdite  italiane furono di 10 morti, tra cui Ernesto Cairoli, membro di un’eroica famiglia risorgimentale,e 60 feriti, non tutti poi sopravvissuti. Gli austriaci persero 15 uomini,lasciarono sul campo 300 feriti oltre 30 prigionieri. Alla caduta del fascismo si pensò seriamente di “epurare” l’ambigua scritta che appare sul monumento ai garibaldini “Duce Garibaldi”.Non se ne fece nulla,prevalse il buon senso,dato che la scritta  in questione, concepita nel 1867 fu ritenuta innocente. 

 

 

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