Va bene riciclare, va bene giocare d’anticipo con campagne di prevenzione e di divieto, ma contro l’inquinamento della plastica e della micro plastica che sta uccidendo i nostri fiumi, laghi e mari, dovremmo partire dal basso, dal comportamento dei consumatori. Riprendiamo un’inchiesta fatta nella vicina Svizzera per cercare di dare alcune risposte visto che i nostri territori si assomigliano.

213- Una ricerca del dipartimento del territorio sul lago di Lugano ha evidenziato la presenza di 213.500 micro plastiche per chilometro quadrato. 220- Nel Lago Lemano e Maggiore 2.897 le tonnellate di plastica smaltite a livello cantonale ossia 1.8% dei rifiuti delle raccolte separate. 3- sono i cantoni svizzeri -Basilea-Zurigo-Vaud- che hanno precise direttive per limitare l’uso della plastica usa e getta nelle feste pubbliche. 100- a livello nazionale in Svizzera vengono prodotti quasi 100 chili di rifiuti di plastica pro capite, ossia tre volte tanto di più della media europea. 24%– Solo il 24% degli imballaggi di plastica dei vari prodotti che vengono acquistati finisce nelle catene del riciclo, il resto va tutto nelle pattumiere. 400 – Nel mondo vengono prodotte ogni anno 400 milioni di tonnellate di plastica, il 36% sono prodotti “usa e getta”. 10% – E’ stato calcolato che il 10% della plastica che si usa tutti i giorni è composta da materiale usa e getta che poi va a finire nei rifiuti domestici. Iniziare ad educare a un uso più consapevole di certi prodotti che se abbandonati fanno male all’ambiente è la prima ricetta, perchè prevenire vuol dire anche non abbandonare bicchieri, piatti, buste in natura soprattutto accanto ai corsi d’acqua che poi li trascinano a valle e quasi sempre nei laghi, con le conseguenze che ogni giorno vengono pubblicate o viste nelle rubriche televisive. Dai piccoli gesti quotidiani -serve l’attenzione del consumatore-, ma è fondamentale che le grandi multinazionali cambino rotta, evitando i prodotti di plastica e gli imballaggi che in questi anni hanno inondato il mercato. Altrimenti se la plastica continuerà a finire nei nostri boschi e nei nostri fiumi, sarà poi difficile bloccare l’inquinamento già presente nei laghi e nei mari. Del resto proprio l’inquinamento dei laghi e dei mari è uno di quei fenomeni che non balzano agli occhi perchè è difficile da percepire. I gesti quotidiani potrebbero cominciare ad esempio dall’eliminazione dei piatti e bicchieri cannucce di plastica in mense, ristoranti bar e in tutte quelle manifestazioni all’aperto- feste, sagre, concerti……..-Certo il compio più importante però tocca alle famiglie, facendo molta attenzione all’acquisto di prodotti selezionati. E’ anche vero che molte aziende stanno studiando involucri e prodotti biodegradabili e i risultati sono molto interessanti, è ed esempio il caso della Mazzucchelli 1849 che già da anni ha immesso sul mercato questo tipo di prodotto. Ma è sull’educazione che bisogna battere, partendo dalle scuole, come è stato fatto a Malnate dove le “borracce” di plastica per l’acqua sono vietate.

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