Non possiamo parlare e partecipare delle manifestazioni che la Parrocchia di Castiglione Olona ha programmato per i 600 anni della bolla papale con cui Martino V autorizzava il Cardinale Branda alla costruzione della Collegiata, senza fare un riferimento a Masolino da Panicale e al suo Borgo.

“La presenza di Masolino da Panicale a castiglione olona nella prima metà del quattrocento segna, per la Lombardia un primo e decisivo rinnovamento artistico in senso rinascimentale, assieme agli apporti che irradiano nello stesso periodo dal multiforme ambiente padano” era questo il tema che si e’ inteso analizzare  nel convegno Masolino e la Lombardia, che promosso da enti e associazioni regionali provinciali e locali si è tenuto dal 5 al 7 ottobre 1984 tra Varese e castiglione olona. Studiosi italiani e stranieri ,  hanno esplorato ogni angolo della presenza dell’artista  sul nostro territorio. Come C.S.E.diA.F.U. (Confederazione Superiore Enti di Alta Formazione Universitaria) vogliamo dare il nostro contributo a questo avvenimento riportando le memorie e gli atti che studiosi e professionisti hanno lasciato alla manifestazione, per arrivare con il  giusto clima al  fatidico giorno.

Adriana Dallaj -funzionario dell’Assessorato alla Cultura e informazione della regione Lombardia- benefici, liturgia e figurazione nelle chiese del Cardinale Branda Castiglione.

La visita a castiglione di Francesco Pizolpasso da un quadro parziale di quanto vi era potenzialmente da conoscere nel borgo sia dal punto di vista della vita religiosa della comunità parrocchiale sia dal punto di vista delle opere d’arte esistenti. La selezione operata sui luoghi mostrati al Pizolpasso porta a considerare e a verificare quale doveva essere l’impostazione estetica del cardinale branda. Egli sembra consapevolmente orientarsi in casi ben determinati verso una produzione artistica connessa al gusto tardo-gotico mentre per altre situazioni le sue scelte si precisano in senso più moderno. Questo traspare chiaramente dal confronto della concezione della decorazione nella parrocchiale, così come la vide il Pizolpasso, con le scelte adottate per gli ambienti più privati. Gli elementi figurativi presenti nella parrocchiale, con la loro raffinatezza d’esecuzione e con la loro essenzialità, da una parte testimoniano l’apprezzamento del cardinale verso i centri di produzioni del gotico europeo, dall’altra si collegano alle istanze che avevano portato il Branda alla fondazione dell’arcipretura nel suo borgo natale. Infatti il clima di tensione nei confronti dei beni della chiesa che si era creato a seguito di critiche e attacchi da più parti impone una difesa dell’istituzione ecclesiastica e beneficale che inevitabilmente si riflette sulle scelte del cardinale circa la ristrutturazione ecclesiastica di castiglione. Nella complessa “archittettura” di benefici fondati si rivela inoltre l’intento di dare grande spazio all’ufficio del maestro e del canto. La presenza di questo elemento porta a una redifinizione in senso più solenne del cerimoniale liturgico nella parrocchiale che, complicandosi, impose una riorganizzazione dell’arredo e nelle decorazione delle chiese.

 

Edoardo Fumagalli  -ricercatore presso la Cattedra di Letteratura italiana dell’Università Cattolica di Milano- Gicacchino Castiglioni tra Venezia e Milano.

 

Il Castiglioni  è stato studiato in questo secolo in particolare dal Sebbadini, come allievo e corrispondente di Guarino Veronese, e da Gargan per i suoi rapporti con il mondo accademico padovano; è però un personaggio che merita approfondimenti anche in altre direzioni, in particolare fu protagonista di un episodio che  deve essere considerato fondamentale per la storia quattrocentesca dell’ordine domenicano, cui apparteneva. Coinvolto nelle lotte tra domenicani  che travagliarono l’ordine intorno al ‘400, alla fine del 1462 fu destituito dalla carica di maestro provinciale della Lombardia inferiore, che occupava da pochi mesi. Francesco Sforza fece di tutto per farlo rintegrare ma senza successo: solo nel 1465, dopo la morte di Pio II e dopo il ritorno di Marziale Auribelli al vertice dell’ordine in sostituzione di Corrado d’Asti, il Castiglioni ottenne la carica, durante il capitolo generale di Novara. Se ci si interroga sui motivi che hanno spinto Francesco Sforza a prendere le difese del Castiglioni, ci si accorge che quest’ultimo, oltre ad appartenere a una delle famiglie più importanti di Milano (non si sa di chi fosse figlio, e il fatto che da piccolo si sia trasferito a Venezia dove fu adottato da un membro della famiglia Marcanova, può far sospettare a una nascita illegittima), svolgeva per conto del Duca compiti di informatore, favorito dalla sua condizione di frate. Ci sono però altri motivi di interesse. Se ne prendono rapidamente in esame due:

1) in una lettera al suo oratore residente a Venezia, e riferita alla vicenda del provincialato del Castiglioni, lo Sforza si lamentava perchè nel Ducato di Milano non esistevano conventi domenicani appartenenti alla Lombardia inferiore ( Bologna e Venzia), e si accentua quello di poco importante di Parma, e non era quindi possibile premere in modo efficace sulle alte gerarchie dell’ordine: di li a poco fu fondato il convento di S. Maria delle Grazie, che a differenza di s. Eustorgio, centro principale della Lombardia superiore, fu assegnato alla Lombardia inferiore che la vicenda castiglioni aiuta a comprendere.

2) Il Castiglioni risiedeva a Venezia nel convento di SS, Giovanni e Paolo, era in relazione stretta con i lelli di Treviso, città nella quale soggiornò a lungo; era in relazione anche con  i Marcanova, tanto da essere adottato da Giovanni Marcanova, mercante e diverso dal mercante omonimo; ebbe contatti con Raffaele Zovenzoni che gli dedicò dei versi latini. Questi ed altri elementi uniscono i Castiglioni a Francesco Colonna, il domenicano veneziano autore dell’hypnerotomachia poliphili.

Lajos Vayer:- professore dell’Università di Budapest- problemi iconologici nei cicli di affreschi di Masolino.

I documenti figurativi religiosi del primo rinascimento propongono ancora molti problemi aperti sul piano dell’interpretazione ecologica. Nella rappresentazione dei temi tradizionali (teologici, biblici, leggendari) compaiono spesso anche allusioni alle situazioni storiche e al pensiero del tempo. Per questo motivo la ricostruzione dei programmi dei cicli figurativi riveste una grande importanza, dal momento che alla loro formulazione partecipano le personalità dei mecenati, dei committenti e degli ideatori. La personalità dell’artista  d’altra parte interviene in misura non minore non solo nella definizione stilistica, ma anche nel contenuto. Nei cicli qui considerati dal punto di vista iconologico (quelli di Empili, Rirenze, Roma e Castiglione) Masolino da Panicale è la personalità artistica, il Cardinale Branda Castiglioni, sull’altro versante, è la principale figura. Alcuni problemi iconografici particolari completano la relazione.

Mikos Bosckovits- ordinario di storia dell’arte all’Università Cattolica di Milano-Masolino rivisitato sulla cronologia e sul catalogo.

La ricerca di questi ultimi decenni non ha rilevato novità sostanziali sul conto di Masolino, ma sia sul versante degli studi su problemi iconografici, sia nelle ricerche d’archivio, sia infine nelle indagini sull’ambiente storico-culturale dell’artista sono emersi elementi nuovi che sollecitano una riconsiderazione dell’opera masoliniana. La restituzione di una dimensione storica alla figura finora fantomatica di Gherdo Starnina permette di avanzare proposte sulla formazione di Masolino e di inserire il suo percorso giovanile due opere solitamente riferite ad un altro momento o addirittura ad un altro artista: la Madonna Contini Bonacossi e un  frammento di tavola già di collezione privata inglese. Osservazioni su alcune opere, ivi compresi negli affreschi della cappella brancacci, suggeriscono modifiche sulla cronologia generalmente accettata e offrono, assieme con i dati emersi dall’archivio, una più precisa definizione degli itinerari  masoliniani.

 

 

 

 

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